Recensione Daredevil: Born Again (stagione 1): il ritorno più maturo dell'MCU
La serie recupera il tono cupo e adulto della produzione originale, con una scrittura seriale che finalmente prende il proprio tempo.
Daredevil: Born Again segna il ritorno di Matt Murdock in una veste narrativa più vicina alla serie originale che al resto della produzione Disney+, con un tono da legal-crime-drama che si integra sorprendentemente bene nell'MCU.
Una scrittura seriale, non episodica
A differenza di molte serie Marvel pensate come "film spezzettati in episodi", questa stagione beneficia di una struttura più orizzontale, dove ogni episodio contribuisce a un arco narrativo coerente incentrato sul conflitto tra Murdock e Wilson Fisk, ormai sindaco di New York.
Il conflitto Murdock-Fisk
Il cuore della stagione resta il rapporto tra i due protagonisti, scritto con sfumature morali che raramente si vedono in produzioni di supereroi mainstream. Nessuno dei due personaggi viene semplificato a puro "buono" o "cattivo".
Azione e regia
Le sequenze d'azione restano un punto fermo del franchise, con coreografie di combattimento tra le più curate dell'intero MCU televisivo. La regia alterna momenti action molto fisici a lunghe scene dialogate che reggono grazie alla qualità della scrittura.
Conclusione
Una delle produzioni seriali Marvel più solide degli ultimi anni, capace di parlare sia ai fan storici del personaggio sia al pubblico più generalista dell'MCU.
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