Recensione Thunderbolts*: gli antieroi Marvel funzionano meglio degli Avengers?
Un gruppo di personaggi imperfetti e moralmente ambigui regala all'MCU una delle formazioni corali più interessanti degli ultimi anni.
Thunderbolts* scommette su un gruppo di personaggi secondari e moralmente grigi per raccontare una storia diversa rispetto ai classici team-up Marvel, e nella maggior parte dei casi la scommessa paga.
Un cast di "quasi eroi"
Il punto di forza del film è la scrittura delle dinamiche di gruppo: personaggi con motivazioni contrastanti, spesso più interessati alla propria sopravvivenza che a "salvare il mondo", offrono un punto di vista fresco rispetto agli Avengers tradizionali.
Azione e temi più maturi
Le sequenze d'azione, pur meno spettacolari rispetto ai crossover principali, sono girate con maggiore attenzione alla coreografia dei singoli scontri. Il film affronta anche temi più cupi legati a trauma e identità, senza risultare mai didascalico.
I limiti
Alcuni comprimari restano poco approfonditi, e il terzo atto vira verso una risoluzione più convenzionale rispetto al tono stabilito nella prima parte del film.
Conclusione
Un esperimento riuscito che dimostra come l'MCU possa ancora sorprendere con formazioni non scontate, anche a diversi anni dall'inizio della saga.
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